Nicolò Oneto, Maestro e Direttore a Cagliari

Maestro della Cappella e direttore al Teatro Civico di Cagliari, compositore, didatta e autore della "Memoria sopra le cose musicali di Sardegna", Nicolò Oneto è stato l'uomo di punta della musica in Sardegna durante i regni di Carlo Alberto e di Vittorio Emanuele II.
Nicolò Oneto Maestro e Direttore

Nato e formato artisticamente nel Regno delle Due Sicilie, Nicolò Oneto (1800-1872) arriva a Cagliari nel 1838 e guida le maggiori istituzioni musicali della Sardegna, la Cappella Civica e l’Orchestra del Teatro di Cagliari, concorrendo alla loro profonda trasformazione e alla fondazione della Banda e della Scuola Municipale di Musica della città. Durante la sua lunga carriera musicale a Cagliari, Oneto raccoglie informazioni e dati storici sui maggiori centri isolani e valorizza la tradizione sarda, con particolare riferimento al canto polivocale e alle launeddas.

Gli anni della formazione a Napoli

Per tutto il XVII e il XVIII secolo, la città di Napoli era stata un riferimento per la musica in Europa: dopo l’apertura dei Conservatori, infatti, erano stati inaugurati alcuni importanti teatri, destinati a organizzare la musica operistica in tutto il vecchio Continente. Se con Alessandro Scarlatti si sviluppa nel Settecento la scuola musicale napoletana, altri autorevoli musicisti diventano dei punti di riferimento obbligati per tutti coloro che si occupano di musica a livello professionale: Domenico Scarlatti e Domenico Cimarosa, Niccolò Zingarelli, Francesco Provenzale, Francesco Durante, Francesco Feo, Nicola Porpora, Niccolò Jommelli ..

È a Napoli che all’inizio del XIX secolo, arriva un musicista siciliano, Nicolò Oneto. Nato a Palermo il 23 settembre del 1800, Oneto apparteneva probabilmente a una famiglia nobile d’origine ligure, arrivata in Sicilia ai tempi di Federico II e presente a Palermo da diversi secoli. Non conosciamo quale ordine di studi Oneto abbia seguito nella città di origine, ma la prassi formativa dell’epoca imponeva a coloro che volevano impratichirsi negli studi di composizione un’intensa pratica contrappuntistica e clavicembalistica.

Quando approda nella Capitale partenopea, all’inizio degli anni Venti, il giovane Nicolò deve aver già compiuto un solido apprendistato musicale e si avvia a frequentare un corso regolare di studi nel Conservatorio di Napoli, il Regio Collegio di Musica San Sebastiano, che nel 1826 viene intitolato San Pietro a Majella, sotto la guida di Niccolò Zingarelli. Il celebre compositore aveva arruolato come sottoposto il giovanissimo Vincenzo Bellini, suo allievo prediletto, e tra il 1824 ed il 1826 sarà proprio il futuro operista a diventare il “maestrino”, ovvero il diretto insegnante di musica del giovane Nicolò Oneto presso il Regio Collegio.

Conclusa la propria preparazione a Napoli con Bellini, a Oneto – forse coinvolto in qualche protesta antiborbonica – viene offerta una scrittura dal Marchese di San Saturnino (all’epoca Ministro Sardo presso la Real Corte di Napoli) con l’incarico di Maestro di Cappella ad Alghero: forse anche per le sue opinioni politiche, tra il 1829 ed il 1830 Nicolò Oneto decide di lasciare il Regno delle Due Sicilie e di accettare l’incarico nel piccolo centro catalano.

Maestro di Cappella ad Alghero

Alghero in una riproduzione di un acquerello d’epoca di John Warwick Smith
Fonte: https://www.alguer.it/

La Cappella musicale di Alghero, fondata nel Cinquecento, si configurava come una formazione corale e strumentale contenuta, ma molto flessibile. La formazione, pagata dalla Municipalità, svolgeva diverse funzioni, che andavano dal servizio musicale nella Cattedrale, alle esibizioni nelle varie feste civili e religiose, agli interventi musicali negli spettacoli allestiti dai Gesuiti. In qualità di Maestro di Cappella, Oneto organizza una piccola scuola di musica per i giovani, con l’obiettivo di realizzare una sorta di vivaio: il livello artistico della compagine musicale non doveva essere molto alto ma, se si considera la situazione di quegli anni di una piccola cittadina come Alghero, era comunque degno di nota.

Pur impegnato nella Cappella algherese, Oneto non rinuncia all’opportunità di farsi conoscere sia a Sassari, che a Cagliari, dove nel 1833 mette in musica un libretto operistico di Agostino Airaldi incentrata su un personaggio tra i più cari al pubblico isolano: Amsicora. L’opera ottiene un successo limitato, ma sufficiente a segnalare Oneto alla Municipalità cagliaritana che, quando nel 1838 riorganizza l’attività musicale a Cagliari, lo ingaggia in qualità di Maestro della Cappella Civica e di Direttore del Teatro.

Maestro della Cappella Civica e Direttore del Teatro a Cagliari

Cagliari - Cattedrale barocca

Fin dalla dominazione iberica la città di Cagliari annoverava una fitta serie di chiese e conventi, che richiedevano una macchina musicale di consolidata esperienza, da impiegare nelle più importanti ricorrenze e celebrazioni dell’anno liturgico e civile. Nata come istituzione corale, la Cappella Civica esisteva già dal Seicento ed era stata ristrutturata da Carlo Felice e da Carlo Alberto nei primi decenni del XIX secolo per adattarla alle nuove esigenze esecutive.

Il ruolo della Cappella Civica, dunque, era già centrale nella vita cittadina, in quanto anche se la formazione musicale da secoli svolgeva la maggior parte del suo servizio nella Cattedrale, doveva suonare in moltissime altre cerimonie, ivi comprese quelle civili più solenni e rappresentative per la cittadinanza.

All’arrivo a Cagliari di Nicolò Oneto, nel 1838, la Cappella Civica è formalmente costituita da una ventina di componenti: un piccolo coro maschile (due tenori e due bassi), strumentisti a fiato (un flauto, due clarini, due corni), ad arco (tre violini primi, compreso il Primo Violino Direttore, tre violini secondi, una viola, un contrabbasso), un organista, tutti guidati dal Maestro di Cappella.

Nel progetto di riforma, che la Municipalità elabora nel 1838, è chiara la consapevolezza che l’organico della formazione è limitato allo stretto necessario e che è indispensabile rivolgersi alla locale banda militare per integrarne i ranghi in occasione delle manifestazioni religiose di grande sfarzo e delle stagioni teatrali. Per tutta la durata della sua direzione, dal 1838 alla fine degli anni Sessanta, Oneto scriverà appositamente per l’organico della Cappella una messe di composizioni, puntualmente registrate nell’Elenco della musica di proprietà di quest’Ill.mo Consiglio acquisita tra il 1838 ed il 1850, attualmente conservato nell’Archivio Storico della Città di Cagliari.

Oneto - Elenco delle Musiche
Nicolò Oneto, Elenco della musica di proprietà di quest’Ill.mo Consiglio acquisita tra il 1838 ed il 1850, Archivio Comunale della Città di Cagliari

In questi anni, per la prima volta, il servizio della Cappella si stringe più intensamente a quello del Teatro che, negli anni Quaranta, può contare su un’orchestra composta da circa quaranta elementi.  La compagine guidata da Nicolò Oneto è avviata ad uno sviluppo musicale positivo ed affronta un repertorio operistico molto variegato. Il Civico di Cagliari, infatti, nonostante le difficoltà che periodicamente attraversa, si configura in questi anni come un vivace teatro di provincia, capace di varare ogni anno un discreto numero di partiture non ancora note nell’Isola. Un teatro capace, in definitiva, di inserirsi a pieno titolo nel vasto circuito del melodramma italiano ottocentesco.

La creazione del Corpo musicale e la Memoria sopra le cose musicali di Sardegna

Nei lustri che precedono l’Unità italiana, l’Orchestra del Teatro e la Cappella Civica di Cagliari vivono un’epoca particolarmente favorevole. La preparazione dei musicisti è curata direttamente da Oneto, che impone alle due istituzioni un’impronta di indubbia competenza: l’Orchestra e la Cappella, che fondano le loro basi economiche sui bilanci municipali, attingono a un gruppo strumentale e vocale sostanzialmente comune e composto stabilmente da circa quaranta professionisti; a questo gruppo strumentale si affianca, a partire dal 1849, anche la Banda della Guardia Nazionale e, dopo il suo scioglimento, la Banda Civica.

In tale processo di sviluppo e di crescita, il ruolo di Nicolò Oneto è di fondamentale importanza. Il musicista, infatti, non si limita a guidare la Cappella Civica, l’Orchestra del Teatro e a sollecitare la Municipalità cagliaritana a realizzare una struttura didattica su modello di altri Conservatori italiani, ma raccoglie informazioni e dati storici sui maggiori centri della Sardegna, che riversa nella sua Memoria sopra le cose musicali di Sardegna (Cagliari, Tipografia Monteverde, 1841), il primo tentativo di tracciare una storia della musica colta nell’Isola.

Nonostante il costante richiamo di Oneto alla necessità di fondare un istituto musicale, sostenuto economicamente dal Con­siglio Civico e dalla munificenza dei grandi possidenti del­l’Isola, a Cagliari non si avvia alcuna iniziativa didattica pubblica. Allora Oneto decide di tenere gratuitamente dei corsi di teoria musicale nella Scuola di Musica fondata presso l’Ospizio di Carlo Felice e poi, conclusa quell’esperienza estemporanea, apre a casa propria, in Via San Giovanni 30, una Scuola gratuita di musica e canto.

Il musicista, tuttavia, non potrà mai vedere realizzato il suo sogno di veder istituita a Cagliari un’iniziativa didattica di livello: si spegne il 12 settembre del 1872, qualche anno prima della fondazione della Scuola Municipale di Musica di Cagliari.

Oneto - Iscrizione funebre
L’iscrizione sulla tomba di Nicolò Oneto nel Cimitero Monumentale di Bonaria, Cagliari.

Bibliografia essenziale

MYRIAM QUAQUERO, Nicolò Oneto e l’isola dei ‘popoli sardi’, Sassari, Carlo Delfino Editore, 2000.

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