Associazione musicale “Stanislao Silesu” di Samassi

«Prima non c’era niente». Secondo i ricordi degli anziani e nell’immaginario collettivo di Samassi, nel periodo che ha preceduto la formazione della Banda nessuna attività sembrava davvero identitaria nel centro campidanese.
1989 XII WMC Kerkrade

Nata negli Anni Venti, la Banda di Samassi è stata una vera e propria palestra identitaria, una straordinaria occasione di riscatto in un paese prevalentemente popolato da braccianti e da piccoli artigiani. Intitolata alla “Beata Vergine del Monserrato” (dal nome della Chiesa di Samassi), dal 1929 in poi Banda scorterà stabilmente le manifestazioni civili e religiose di Samassi e sarà un potente nucleo di aggregazione nel centro agricolo del Campidano.

Gli esordi

Non è la più antica, ma è certamente una di quelle che meglio rappresenta la metamorfosi delle istituzioni bandistiche in Sardegna e in Italia. A ricordarne le origini, oltre alla ferrea memoria degli abitanti di Samassi, c’è un documento contabile del 1929, una fattura della Ditta “Maestro Giuseppe Caruana & Figlio” di Cerignola, che dimostra l’acquisto di una serie di strumenti musicali: un clarinetto piccolo in Mi bemolle, tre clarinetti soprani in Si bemolle, quattro cornette, un flicorno soprano e due tenori, un bombardino, un basso in Mi bemolle. Ben tredici nuovi strumenti, per suonatori che certamente si erano aggiunti all’originale nucleo bandistico.

Le principali fonti storiche della Banda di Samassi, tuttavia, non sono i documenti contabili, ma i samassesi che, in occasione della stesura del prezioso volume La Banda Musicale, valenza sociale e dignità espressiva, si sono prodigati nel ricordare i primi decenni del secolo e la nascita del primo ed embrionale gruppo bandistico. La frase che più colpisce scorrendo questi racconti – ottenuti con cura certosina grazie a una metodica ricerca sul campo – è che «prima non c’era niente».

Ovvero che, prima della formazione della Banda di Samassi, nell’immaginario collettivo del paese non ci fosse niente di autenticamente rappresentativo e che la Banda sia stata una vera e propria palestra, una straordinaria occasione di riscatto in un centro agricolo prevalentemente popolato da braccianti e da piccoli artigiani. Intitolata alla Beata Vergine del Monserrato (dal nome della Chiesa di Samassi), dagli anni Venti in poi la Banda scorterà stabilmente le manifestazioni civili e religiose.

Tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, la formazione è diretta dal maestro Brunetti, cagliaritano e fabbro di professione. Per ragioni anagrafiche e professionali, il direttore della Banda di Samassi dell’epoca è difficilmente identificabile con il compositore Giuseppe Brunetti (nato a Lucca nel 1850 e Maestro di Cappella e Direttore della Scuola municipale di Musica di Cagliari dal 1880), trattandosi più probabilmente di uno dei suoi figli. La Seconda guerra mondiale si apre con Eugenio Masala di Sanluri alla guida della compagine samassese, ma il conflitto sconvolge l’attività musicale, che viene ripresa solo nel 1948.

Samassi 1952
La Banda di Samassi nel 1952

La direzione del clarinettista Battista Carboni, idraulico all’aeroporto di Elmas, significa per la Banda di Samassi una rifondazione, un lungo periodo di stabilità e l’allargamento del numero degli elementi attivi: costituita da operai, braccianti e artigiani, il complesso di Samassi si fonde con la Banda di Serramanna. Carboni insegna il solfeggio a tutti, ma soprattutto ai ragazzi interessati all’attività bandistica e – circostanza assolutamente non comune – nel 1966 apre all’inserimento delle donne, prima tra tutte Emanuela (detta Nella) Secci. Dopo un breve passaggio della direzione al contrabbassista Leandro Vacca, dal 1978 la Banda si affida alle mani esperte del flautista Francesco Pittau.

La svolta esecutiva

Con la guida di Francesco Pittau, la Banda subisce un sostanziale cambiamento di rotta nel senso di una progressiva e moderna professionalizzazione. Eccellente flautista, docente al Conservatorio di Cagliari, primo flauto dell’Orchestra del Teatro Lirico, con pluriennale esperienza nell’Orchestra dell’Arena di Verona e nel Teatro Regio di Torino, Pittau lascia alle proprie spalle il modello amatoriale e tratteggia la Banda di Samassi – ormai diventata Associazione Stanislao Silesu – come un complesso di musicisti preparati e competenti. Non a caso molti dei ragazzi che affluiscono tra le file della Banda si iscrivono anche al Conservatorio di Cagliari, concludono gli studi diplomandosi nei diversi strumenti e conseguendo poi l’abilitazione come insegnanti di Educazione musicale.

Con questa diversa impronta si moltiplicano le occasioni esecutive e le esperienze musicali: a partire dal 1984, infatti, la Stanislao Silesu partecipa in Belgio al concorso di Mechelen-Lees, che costituisce un autentico spartiacque nella sua esperienza didattica ed esecutiva. Da quel momento il repertorio della formazione non sarà fondato solo su trascrizioni, come da tradizione, ma inizia a rivolgersi alle musiche originali, con un crescente interesse verso le migliori prove interpretative. La partecipazione ai concorsi – in Germania, in Spagna, in Italia – spinge la Banda di Samassi al confronto con le altre esperienze europee e culmina con le partecipazioni al Word Music Contest di Kerkrade, in Olanda.

La Banda di Samassi al World Music Contest del 2009 – Kerkrade (NL)

Sono anni caratterizzati da una progressione musicale impressionante, che porta la Stanislao Silesu di Samassi non solo a conquistare numerosi premi e riconoscimenti prestigiosissimi, in Italia e all’estero, ma soprattutto a registrare diversi dischi.

Un complessivo bilancio

La trasformazione avvenuta dagli anni Settanta ad oggi è evidente: la Banda ha cambiato pelle, nel nuovo Millennio è diventata un’Orchestra di fiati, ha affrontato composizioni di respiro sempre più ampio, ha collaborato con nomi importanti nel panorama musicale internazionale, quali i direttori Jo Conjaerts, Fulvio Creux ed Hardy Mertens, qui sotto fotografato con il Direttore della Banda Francesco Pittau nel 1995.

Inoltre ha collaborato con solisti di spicco, come Roger Bobo (basso tuba), Jacques Mauger (trombone), Fabrizio Meloni e Harrie Wassemberg (clarinetto), Salvatore Chierchia (oboe), Luigi Lai (launeddas), Fabrice Moretti (sassofono), Steven Mead e Renato Meli (euphonium), e altri grandi maestri.

Una vastissima rassegna stampa racconta il consolidato consenso che ha circondato ovunque la Stanislao Silesu e consultare l’elenco delle “piazze” dove la banda di Samassisi è esibita significa scartabellare l’atlante d’Italia e d’Europa: il Comunale di Cagliari, il Verdi di Sassari, il Palau della Musica di Valencia, il Rodahal di Kerkrade, il Comunale di Bruxelles, il Palamostre di Udine, la Palazzina Liberty di Milano, il Casinò Municipale di Sanremo, il Casinò Municipale di Arco di Trento…

Grazie a un imponente lavoro di perfezionamento e di ricerca, la Banda di Samassi ha conseguito i suoi principali obiettivi: la diffusione e la crescita della cultura musicale, proponendo a un pubblico sempre più vasto un repertorio nuovo e originale. Una felice tradizione che prosegue anche da quando, nell’aprile del 2014, la Banda è affidata alla direzione competente di Murtas, diplomato in fagotto al Conservatorio di Cagliari e docente di Educazione Musicale alle Scuole Secondarie di I grado.

Banda Samassi a Tesero - 2019
Ignazio Murtas alla guida della Banda di Samassi in un concerto a Tesero (2019), in ricordo della catastrofe di Stava, in cui perirono quattro ragazzi di Samassi.

I Corsi di formazione musicale

Ormai da moltissimi anni, l’Associazione musicale Stanislao Silesu ha affiancato all’attività bandistica i Corsi di orientamento musicale, con lo scopo di consentire lo studio della musica ad allievi di qualsiasi età. Anche se, ovviamente, l’obiettivo primario è quello di creare un vivaio per la Banda, nei Corsi sono inclusi anche discipline non strettamente bandistiche, al fine di continuare a tenere vivo il patrimonio musicale e per potersi divertire suonando tutti insieme.

L’attività didattica si sviluppa anche con saggi, concerti, incontri e scambi con altre scuole di musica, prevede una Junior Band e include diverse attività specifiche. Quando gli allievi giungono al termine del percorso didattico, entrano a far parte dell’organico effettivo della Banda Musicale Stanislao Silesu e, impegnandosi senza annoiarsi, contribuiscono alla propria crescita culturale e a quella dell’Associazione. I Corsi di formazione musicale, aperti a tutti, senza limiti di età e conoscenze musicali di base, sono tenuti da insegnanti qualificati e diplomati al Conservatorio.

Sede legale dell’Associazione Musicale Stanislao Silesu: Vico Silesu 4, 09030 Samassi (SU)

Email: associazionelaosilesu@hotmail.com

Telefono/Whatsapp: +39 346 623 9863

Sito: http://www.bandalaosilesu.com/

Facebook: https://www.facebook.com/laosilesusamassi/

Bibliografia essenziale

La Banda Musicale, a cura di SERGIO DURZU, DANIELA MONTIS, FRANCESCO PITTAU, Monastir, Grafiche Ghiani, 2008.

L’immagine in testa all’articolo è una fotografia del 1989 della Banda di Samassi all’XI World Music Contest a Kerkrade, in Olanda tratta da La Banda Musicale, cit., p. 336.

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